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3 prodotti, 2000 persone, Mille grazie!

 

Vi siete mai trovati a dover parlare davanti a migliaia di persone per dover presentare e "rappresentare" il lavoro di oltre 4 anni di colleghi sviluppatori nonché per dover soddisfare le aspettative di persone che potevano essere amici, partner, colleghi ma anche persone mai viste sebbene fondamentali per il nostro lavoro ?

A me è  capitato ieri ed è stato coinvolgente, elettrizzante anche se a tratti un pochino stressante.

Davanti ad oltre 2000 persone presenti agli East end Studio a Milano mi sono trovato infatti a descrivere il risultato di migliaia di colleghi che hanno sviluppato 3 prodotti, anche grazie ai suggerimenti e feedback ricevuti dalla comunità esterna alla azienda di Dev e ITpro (Sviluppatori e Professionisti IT): Windows Server 2008, SQL Server 2008 e Visual Studio 2008, tre prodotti che soddisfano quattro grandi esigenze di mercato quali  sicurezza e la affidabilità, virtualizzazione, Web e Business intelligence.

E' inutile che stia qui adesso a raccontarvi in dettaglio le caratteristiche dei prodotti perché molti di voi hanno già letto/scritto/visto più di quanto io non possa mettere su un post però una cosa ve la devo dire, è stata una esperienza grandiosa ed emozionante.

Mi ha permesso di conoscere una valanga di persone brillanti, simpatiche ed apprezzare la loro curiosità, la voglia di conoscere, la volontà ferrea di sapere tutto di quello che si è fatto sui nostri software ma anche di conoscere il perché c'era una Ferrari all'evento, chi erano i 45 giornalisti presenti alla press conference della mattina e cosa hanno chiesto, se c'era l'azienda X o Y o Z all'incontro con le aziende e anche (e non sono stati pochi) se avremmo proseguito con MISS IT, il personaggio virtuale (mica tanto virtuale per chi era presente ieri...) che ha descritto i preparativi del lancio su www.microsoft.com/italy/beit e che continuerà a descrivere le attività che si faranno durante le prossime tappe in 6 città d'Italia.

Ho incontrato e parlato con persone talmente appassionate di tecnologia da ricordarmi frasi di Blade Runner o di Matrix e da immedesimarsi in essa come ho fatto io guardando questo sito su Windows Server 2008: serverunleashed.com, uno spettacolo!

A tutte le persone che ieri hanno festeggiato con noi voglio dire grazie per aver voluto condividere questo importante giornata e per essere rimasti anche la sera durante il bel concerto di Mario Biondi.

Alla prossima.

Teo Mille


Da Harvard parte una Task Force

Ieri Microsoft ha annunciato l'adesione alla Internet Safety Technical Task Force, guidata dal The Berkman Center for Internet and Society di Harvard. La task force include l'industria, le organizzazioni di consumatori, il mondo accademico e le Forze di Polizia ( oggi sono 27 i partecipanti) è si pone l'obiettivo di identificare  strumenti e  tecnologie che siano efficaci nella protezione online e che possano essere usati e integrati  da molte aziende su una molteplicità di piattaforme.

Molte sono le tecnologie già esistenti che la Task Force esaminerà valutando anche strumenti di autenticazione. Microsoft già da tempo sta lavorando per creare queste tecnologie e abbiamo aderito a questo programma perché crediamo che solo la cooperazione possa portare benefici reali alla società.I prodotti che oggi hanno già a bordo delle tecnologie di "parental control" sono la Microsoft TV Foundation e IPTV Editions, Windows Live OneCare, Windows Vista, Xbox live e Xbox 360 e il lettore Zune.

Ho trovato sull'interessante blog Mypage un post su questo stesso argomento e aggiungo, per Microsoft, che per protezione dei bambini nel social networking, ad oggi, la tecnologia sviluppata si trova su Windows Live OneCare e si chiama Family Safety  . Family safety permette infatti ad un adulto di escludere la possibilità di usare il servizio di social networking Windows Live Spaces. Windows Live Spaces poi non permette agli utenti adulti di visulaizzare gli utenti minorenni e viceversa (sulla base dei dati lasciati in fase di registrazione)

Francesca


Vista per l'ambiente

Ieri sera mi sono imbattuto nello spot di un'automobile di una nota azienda giapponese che, oltre ad essere piacevole a vedersi (pur senza velleità di primato in un concorso tra reginette di bellezza), ha un pregio non indifferente: una doppia alimentazione, a benzina ed elettrica, che garantisce vantaggi in termini di consumi (il costruttore dichiara 23,2 km nel misto con un litro di carburante) e, soprattutto, di rispetto ambientale. Credo si inserisca perfettamente in un contesto di  accresciuta sensibilità sul tema del surriscaldamento e dell'inquinamento globale, favorita da recenti evoluzioni quali la discussione sul rinnovo del protocollo di Kyoto, la crisi del petrolio ed il conseguente rincaro delle spese energetiche, i continui e sempre più accorati gridi d'allarme della comunità scientifica e, a livello locale, l'introduzione dell'ecopass e l'adozione di pannelli fotovoltaici per garantire energia pulita e rinnovabile in 48 scuole della provincia di Milano.

E Windows Vista cosa fa, nel suo piccolo, per rendere più vivibile il nostro splendido pianeta?

Beh, a livello aziendale uno dei vantaggi derivanti dall'adozione di Vista è di poter centralizzare le impostazioni energetiche dei computer presenti all'interno di un dominio. Minore assorbimento (in molte aziende il numero di computer si conta in migliaia) si traduce in una minore dispersione di diossido di carbonio in ambiente: secondo il DEFRA (Department for Environment, Food and Rural Affairs) ogni kWh di elettricità corrisponde a 0,43 kg di CO2...un ingegnere illuminato esclamerebbe: "sono numeri che fanno girare la testa!" Big Smile

Tornando a Vista, le funzionalità di collaborazione (fra tutte, Area Riunioni virtuali Windows) avvicinano le persone riducendo la necessità di trasferte in automobile; gli strumenti integrati atti a semplificare la condivisione nel dominio digitale limitano l'uso di carta e supportano l'ideale modello di "paperless company". Tutto questo - consentitemi il gioco di parole - avviene solo sulla carta, dal momento che non può prescindere dall'elemento umano e dalla coscienza dell'impatto di piccoli gesti quotidiani sulla qualità del nostro ambiente e, di riflesso, della nostra vita: se solo ponessimo un freno alla stampa indiscriminata di inutili documenti che puntualmente occupano un angolo (o più) delle nostre scrivanie...

I benefici introdotti dal nuovo sistema operativo non sono circoscritti all'ambito aziendale, naturalmente: per limitare i danni provocati dai più sbadati che talvolta dimenticano acceso il proprio computer, Windows Vista abilita automaticamente, dopo un'ora di inattività del sistema, la modalità Sospensione. Viene così interrotta l'erogazione di corrente verso tutti i componenti ad eccezione della ram, in modo da garantire un tangibile risparmio energetico e, successivamente, un veloce ripristino del computer. Quanto veloce? Bastano pochissimi secondi per tornare ad essere produttivi. E con la SP1 i tempi di "risveglio" del pc verranno ulteriormente ridotti!

Inoltre, l'accesso alle impostazioni di risparmio energetico è stato notevolmente semplificato: è sufficiente digitare "energia" (o parte della parola) nella casella di ricerca presente nel menù Start per accedere alle Opzioni risparmio energia, un menù dal quale è possibile, ad esempio, pianificare lo spegnimento automatico dello schermo o dell'intero sistema.

Se a tutto questo aggiungiamo una migliore gestione delle batterie dei portatili, in grado di aumentarne la durata e di renderci meno schiavi del cavo di alimentazione, direi che il quadro è sufficientemente completo.

Si può fare di più? Certo, magari con l'aiuto di partner e istituzioni. Lancio una provocazione: e se anche un computer certificato - perché costruito secondo criteri di eco-compatibilità (case biodegradabile, schermo lcd privo di mercurio, architettura hardware e software più efficiente...) - venisse considerato alla stregua di frigoriferi, inverter o caldaie e potesse godere delle stesse agevolazioni in sede di acquisto, secondo quanto previsto dalla legge finanziaria in tema di detrazione Irpef?


Alzi la mano chi legge le informative sulla privacy

In Italia si parla moltissimo di privacy a tutti i livelli, ma spesso proprio noi consumatori finali, noi, quelli i cui dati vengono "trattati", non andiamo neanche a leggere le informative contenute nei siti ai quali lasciamo volontariamente i nostri dati personali. Come credo a moltissimi di voi, verso le sette di sera, mi arrivano spesso telefonate durante le quali, un operatore o un'operatrice mi propone un'offerta di una qualche società di telefonia.Non so come fate voi, ma io ho cominciato con "mi scusi ma ho molta fretta, non posso stare al telefono, arrivederci", per passare poi a " non mi interessa grazie, arrivederci" per finire con "può per favore togliere il mio nome dal suo database? non vorrei più ricevere telefonate che non mi ricordo di aver mai richiesto".

E a questo punto la risposta degli operatori non è mai stata esauriente fino a che un'operatrice mi ha finalmente fornito il nome della società a cui inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la mia richiesta. Non ho ancora avuto tempo di scriverla, e sinceramente, nell'era digitale, speravo che accettassero anche una mail.

Ora tutto questo per dire che privacy (e lo prevede anche la legge stessa) vuol dire anche essere messi nelle condizioni di chiedere, in modo semplice e veloce la modifica o la rimozione dei propri dati oppure la non contattabilità con la certezza che quello che chiedo si verifichi al 100% in un tempo definito. Questo vale anche per i servizi web e le informative sulla privacy dovrebbero spiegare in modo semplice e chiaro come fare a garantire che questo tipo di richieste vengano soddisfatte sempre.  Ho evidenziato il sempre per invitarvi a dedicare una ventina di minuti del vostro tempo di consumatori e utenti della Rete, per leggere le informative dei servizi che più spesso utilizzate quali i  motori di ricerca gli applicativi in genere o i portali, per sapere, nel caso aveste bisogno, cosa potete fare con i vostri dati e come dovreste farlo ("scelte dell'utente"). Dopo che vi siete fatti un giro tra le informative fatemi sapere cosa ne pensate.

Io intanto parlo per Microsoft che ha fatto dei progressi su questo fronte e oggi si può dire che l'informativa della privacy  rappresenta la punta di un iceberg che è l'impegno di questa azienda per proteggere la privacy dei propri utenti a tutti i livelli. Questo impegno è fatto di persone, processi e tecnologie documentati che sono stati radicalmente cambiati oppure creati da zero per indirizzare questa esigenza. Il tutto controllato e verificato costantemente da una società indipendente, Trust-e .  Oggi Microsoft, ad esempio, in ogni paese in cui è presente, ha una sezione del sito dedicata esclusivamente ad abilitare l'utente ad operare le scelte che riguardano i propri dati.......in tempo reale Smile.

Francesca


Nuovo comandamento di sicurezza: assicurarsi che il computer sia davvero spento

Ok, forse sto sintetizzando troppo il concetto, ma vi assicuro che l'asserzione del titolo non è sbagliata. Una recentissima ricerca dell'università di Princeton ha studiato il comportamento delle comuni memorie dei nostri PC e ha scoperto che dopo aver rimosso la corrente che normalmente le alimenta, le memorie non perdono istantaneamente il loro contenuto, ma in modo graduale (più o meno accentuato a seconda del tipo di memoria) e più lentamente se la temperatura del chip è bassa. Questa evidenza ha permesso di dimostrare la possibilità di attaccare tutte le piu comuni tecnologie di cifratura del disco (le prove sono state fatte per TrueCrypt, FileVault di Apple Mac OS X, dm-crypt di Linux e Bitlocker di Windows Vista, ma il principio è applicabile anche per molte altre). Come?? Seguendo questi passaggi logici: se si ha modo di entrare in possesso di un computer ancora alimentato è possibile usare delle tecniche per "clonare" il contenuto della memoria (approfittando dell'evidenza di non istantaneo decadimento dell'informazione che è stata oggetto della ricerca) e per andare alla ricerca delle chiavi che tali tecnologie di cifratura del disco necessariamente mantengono in memoria per il loro normale funzionamento. E' poi ovvio che una volta trovate le chiavi, il disco cifrato non si possa più dire protetto!

E' la fine delle tecnologie di cifratura del disco? In realtà, questa arguta dimostrazione ha soltanto messo in mostra i limiti strutturali (già noti) di queste tecnologie, proponendo nuovi spunti per il loro miglioramento e ribadendo importanti concetti di base della sicurezza: l'importanza della sicurezza fisica, la maggiore robustezza dei meccanismi di autenticazione multi-fattore, l'impossibilità della sicurezza perfetta!

Contrariamente a quanto poi si legge in giro, Bitlocker, la tecnologia di cifratura del disco utilizzata in Windows Vista, è quella che ne esce meglio rispetto alle altre concorrenti: la possibilità di poter configurare Bitlocker in modo da richiedere anche l'uso di una chiavetta USB o della richiesta di un codice PIN (o di entrambe, a partire da Windows Vista SP1!) mette Windows Vista al sicuro da questo tipo di attacchi, con l'unica accortezza, forse non ancora evidente a tutti, di non utilizzare i meccanismi di standby che lasciano comunque alimentata la memoria e di preferire l'hibernation o lo spegnimento completo.

Per maggiori dettagli e link vi rimando al mio post di approfondimento:

Attacco alle tecnologie di disk encryption, ma Bitlocker vi mette ancora al sicuro