Sono stato fuori nei giorni scorsi, non ho potuto accedere al blog, avrei voluto però rispondere a questa intervista apparsa su Punto Informatico PLIO: OOXML e` una minaccia. Vignoli, Vignoli...ma che devo fare?? Possibile che tutte le volte che discutiamo di Office OpenXML dobbiamo farlo a botte di cose non vere?? Chi l'ha detto che le differenze tra le specifiche di Office OpenXML ed ODF sono ridotte a 400 pagine dopo le proposte di ECMA?
All'ultima riunione del JTC1 ho detto che solo la parte delle specifiche relative alle macro erano 400 pagine, e questo è uno dei motivi per cui, che si voglia o no, i due standard sono diversi: uno specifica un macro language l'altro no. Ovviamente non è la sola differenza, vi è la questione degli schemi custom, che uno specifica e l'altro no e potrei continuare. Il punto è che i due standard sono diversi per filosofia di impostazione e per storia pregressa, come sono diversi gli standard che specificano formati di scrittura su disco, protocolli di rete, formati di immagini, formati di registrazione etc..
Non è mai successo che nel mondo degli standard, il fatto che esistesse una specifica tecnica approvata implicasse che allora non ne poteva esistere un'altra sulla stessa area tecnica. Mai. O che per il fatto che esista uno standard allora tutti sono obbligati ad usarlo (vedere le spine elettriche.....). Il formato documentale più antico è l'ISO 216; non ha nulla a che vedere con l'information technology, specifica il formato della carta, l'A4 per intendersi. Ma non per questo si è impedito che esistessero e si usassero il "letter" o il "legal" o altri ancora.
Le differenze esistono, anche negli standard, perchè l'utente finale vuole poter scegliere, questo me lo insegna proprio PLIO.
E allora perchè non possono esistere più standard nell'ambito dei formati documentali?
Secondo un articolo scritto da un professore tedesco Knut Blind, ci sono ragionevoli motivi per pensare che la coesistenza di due standard, secondo un modello dinamico del welfare, porti maggiori benefici al mercato che non un unico standard. Devo dire che l'articolo è tosto e mentirei se dicessi che l'ho capito tutto, ma prometto di tornare su questo a breve.
Mi trovo da queste parti per caso e non so a che possa servire il commento di un consumatore finale tra i tanti che non ha neanche capito pienamente l'argomento. Da profano dico, che, non è tanto la questione dell'esistenza o meno di due standard, quanto le eventuali comaptibilità/incompatibilità tra gli stessi. Siete autorizzati anche farvi delle risate alle mie spalle, diciamo, che ho soltanto dato sfogo alla mia voglia di partecipare. Buon Lavoro.
Spero che la tua chiarezza serva ad erodere le barriere dell'ideologismo informatico estremo. Aspetto altri post come questo !
@Giovanni ottimista
Caro Giovanni, grazie del commento, prima di tutto; non voglio ridere alle spalle di nessuno, sopratutto di chi si pone, e ci pone, delle questioni corrette. La tua preoccupazione è legittima, ma un pregio degli standard è che devono essere consultabili da tutti, questo permette di creare dei "ponti" che permettono ad un consumatore non esperto di passare da uno all'altro senza dover prendere una laurea in scienze informatiche. Così come per le spine elettriche esistono gli adattatori, nel campo dei formati documentali esistono i convertitori di formato, che permettono di passare da uno all'altro senza significativa perdita di contenuto. Io ho installato due convertitori, uno da e per ODF e l'altro da e per PDF, che assieme ad OOXML sono i formati ormai considerati dei riferimenti di mercato. Alla fine degli anni 80, inzi 90, i formati erano circa 40, qualche passo avanti è stato fatto; cosa analoga successe nelle reti locali, oggi abbiamo solo il TCP/IP, ma ci sono voluti una quindicina di anni prima di arrivarci.
Caro Valboni, se l'unica inesattezza - ovviamente, secondo il punto di vista di Microsoft - in tutta l'intervista è relativa al numero delle pagine faccio volentieri ammenda. Significa che tutto il resto è corretto.
Comunque, io non sono dell'opinione che non ci debbano essere - a tutti i costi - due standard (non sono così ingenuo da non comprendere le motivazioni di Microsoft), ma che si tratti di veri standard aperti e non di "riedizioni" in chiave XML dei formati binari.
Non sono un tecnico del software, ma ritengo che l'unica strada percorribile, per Microsoft, sia quella di recidere il "cordone ombelicale" con i formati binari per imboccare in modo deciso una strada completamente nuova (che OOXML ha tracciato solo in parte, proprio perché contiene troppi vincoli con il passato).
Sono convinto che gli sforzi necessari per superare l'inevitabile fase critica tra i due formati verrebbero ampiamente ripagati dal mercato.
Cordialmente, Italo Vignoli
@Italo
:-) :-)
Avrei potuto scrivere un poema sugli altri punti, mi ha colpito le 400 pagine perchè è il numero che avevo detto durante la riunione. OOXML è una riedizione? In parte sì, ma nessuno si è mai nascosto dietro questa cosa (anche SQL è una riedizione di una cosa che prima era proprietaria), ma non è forse questo che è stato sempre chiesto? Lasciate i formati proprietari e fatene uno aperto. Con i suoi difetti, e chi non ne ha, OOXML a questo vuole rispondere, non a fare la guerra ad ODF; cha altrimenti lo potevamo bloccare in OASIS o in ANSI...
Con stima.