La settimana scorsa sono stato al centro di ricerca trentino che Microsoft Research e l'Università di Trento hanno aperto quasi tre anni fa. Me lo ricordo molto bene quel giorno di S.Ambrogio del dicembre 2005, quando il Centro venne inaugurato. Ci andai allora con Umberto Paolucci, Vice President di Microsoft Corp., che fu tra i fautori della nascita di questo Centro (che venne annunciato da Bill Gates stesso a Praga nel febbraio 2005, insieme ai Ministri Moratti e Stanca) e ci sono tornato anche questa settimana al fianco di Umberto. Ammetto di averci messo qualche tempo prima di capire cosa si facesse al CoSBi (Centre for Computational and Systems Biology), ma se hai la fortuna di passare anche solo 5 minuti con il Presidente del Centro, Corrado Priami, ti si "aprono gli orizzonti". Corrado, toscano del 1964, è uno scienziato illuminato, che sta facendo di questo centro uno dei punti di eccellenza della ricerca internazionale sulla biologia computazionale, che ha come obiettivo lo sfruttamento di tecniche di Information and Communication Technology per studiare i sistemi biologici.
Al Cosbi infatti, la ricerca in campo biologico, che studia i miliardi di interazioni tra le molecole all'interno della struttura cellulare umana, si avvale dell'ausilio di tecniche computazionali estremamente innovative. Il Centro si prefigge la definizione di linguaggi in grado di codificare le regole di interazione tra le molecole all'interno di sistemi biologici, che possono essere compresi anche dai computer. La definizione di questo "linguaggio della vita" consente così di studiare i sistemi biologici reali, sfruttando la capacità dei computer di eseguire analisi accurate in tempi rapidi.
La palazzina rosa nel centro di Povo, a pochi minuti da Trento e dalla sede dell'Università è già indice dello spirito e del clima con cui si lavora nel Centro. E' una sede fantastica, molto a misura d'uomo, dove si respira un'aria frizzante e "impegnata" allo stesso tempo, con periodiche mostre di quadri alle pareti (in questo momento sono appese numerose opere di un pittore trentino, Pietro Verdini) e numerose targhette con nomi stranieri fuori dagli uffici. A distanza di 2 anni e mezzo, da quando ha iniziato ad operare, al CoSBi lavorano oggi 21 ricercatori. E' secondo me un fattore molto importante che il nostro centro, oltre ad aver accolto ricercatori italiani, abbia anche saputo attrarre a sé una buona componente di ricercatori stranieri, in particolare dall'Ungheria e dal Regno Unito e anche richiamato in Italia due ricercatori nostri connazionali. Il centro oggi ospita 21 ricercatori di 7 nazionalità diverse; di questi, circa la metà proviene dall'estero ed il 76% sono uomini, un dato che conferma purtroppo il ridotto contributo femminile in ambito scientifico. L'obiettivo del Centro, entro il 2010, è quello di assumere una decina di ulteriori risorse da tutto il mondo. Pensate che i ricercatori che lavorano attualmente nel Centro sono stati selezionati tra più di 1600 curricula che sono arrivati a Trento da ogni parte del mondo.
Il motivo della giornata passata a Trento l'altro giorno erano sia l'annuncio di un progetto di ricerca denominato Horizontal Gene Transfer sia la visita al CoSBi dell'Ambasciatore Americano in Italia Ronald Spogli, che si è molto complimentato per le attività di ricerca svolte e per i risultati già raggiunti.
E' stato straordinario scoprire che un progetto come l'HGT, che indaga come i batteri sviluppino la resistenza agli antibiotici e la comunichino ad altri batteri , aumentando così i batteri "farmaco-resistenti, sia stato sviluppato da un ricercatore italiano di soli 27 anni, Lorenzo Dematté. Anche Umberto Paolucci è rimasto affascinato dall'incontro con questo giovane talento. Tra gli scopi del progetto HGT quello di poter presto sviluppare farmaci (il frutto di questa ricerca verrà messo gratuitamente a disposizione della comunità scientifica) che possano con sempre maggiore efficacia bloccare i batteri virulenti.
Infine, sono rimasto colpito dalle parole del Rettore dell'Università di Trento, Davide Bassi: "Il mio principale prodotto sono i giovani ed il mercato del lavoro cui poi si affacceranno è il mio target". Quando si dice chiarezza d'intenti.
E' stata una giornata molto piacevole ed interessante, a contatto con gente speciale, così come le mie amiche "Elisabette", Elisabetta Nones, direttore amministrativo del CoSBi e Elisabetta Curzel, responsabile della comunicazione del Centro.
Se volete vedere un centro di ricerca in Italia dove si lavora sul futuro, andate a Povo. Sicuramente vi apriranno la porta con simpatia e voglia di raccontarsi.
Da non addetta ai lavori mi sono imbattuta in questa realtà ascoltando un'intervista alla radio al Dr. Priami ed ho voluto scoprire cosa fosse questo cosbi. Leggendo di queste cose mi sento orgogliosa di esere italiana e lo voglio testimoniare.
Grazie
Oggi ho avuto modo di incontrare a Milano l'amico e collega Corrado Priami, Direttore del Centro di Biologia