Gallery

indir

L'information & Communication Technology per la sostenibilità ambientale, un approccio strategico: Green IT 2.0

 

Il tema della sostenibilità ambientale è da tempo uno dei fattori che varie organizzazioni internazionali, (come ad esempio IPCC, EEA, UNEP, WWF, Clinton Foundation, etc.),  società di analisti (come Gartner, Forrester, IDC, etc.) ed imprese responsabili ed innovative considerano come uno dei fattori fondamentali per una strategia che sappia guardare al futuro, anticipare l'evoluzione normativa (sul modello del piano 20-20-20 e le normative RAEE e RoHs dell'unione europea, ma anche quelle che a dicembre si spera che, sulla spinta delle decisioni dell'amministrazione Obama, verranno prese per dare un seguito all'accordo di Kyoto) per contrastare i cambiamenti climatici provocati dall'effetto serra ed altre problematiche socio-ambientali (quali la disponibilità d'acqua e la diffusione di sostanze pericolose per la salute)  e cogliere le opportunità di una parte di consumatori, governi ed imprese e sempre più consapevoli nei loro processi d'acquisto.

In particolare in questi giorni ho letto il nuovo straordinario libro di Daniel Goleman "Ecological Intelligence" che estende alle tematiche dei comportamenti individuali e d'impresa in ambito di responsabilità ambientale e sociale la tematica di comportamenti intelligenti già affrontata in ambito dei suoi famosissimi studi sull'Intelligenza Emotiva. Vi ho trovato innumerevoli esempi di come il social networking avanzato e le tecnologie informatiche possano consentire ad imprese e consumatori decisioni guidate da una analisi efficace e comparativa delle proprie scelte. Noi siamo abituati a scegliere un prodotto od un servizio in base alle considerazioni sul prezzo, la bellezza, la funzionalità e molti altri fattori, ma siamo in difficoltà a capire ad esempio se esso è stato realizzato in modo equo e con risorse rinnovabili e non cancerogene, se il suo costo d'esercizio è competitivo rispetto ad altre soluzioni o se lo smaltimento nasconde un impatto sull'ambiente di cui noi ed i nostri figli pagheremo il prezzo molto a lungo. I nostri sensi e la nostra esperienza non ci aiutano abbastanza, abbiamo bisogno di sistemi semplici di classificazione che presuppongono processi di raccolta, condivisione e trattamento dell'informazione per sapere le conseguenze sulla nostra salute o sull'impronta ecologica dei nostri comportamenti.

Da tempo è chiaro che la tecnologia Informatica e delle telecomunicazioni (ICT) è responsabile ad esempio di circa il 2% della CO2 equivalente immessa nell'atmosfera (come il trasporto aeronautico ed in crescita se non si adottano azioni correttive), per questo ad esempio Microsoft collabora con organismi quali "Climate Savers Computing Initiative" per ridurre ed ottimizzare il consumo energetico di Windows con funzionalità sempre più avanzate ed efficaci di power management  (significativi progressi sono stati fatti in Windows 2008 R2 ed altri ancora più importanti sono in fase di test con Windows 7 ) e virtualizzazione o con il consorzio Green Grid per migliorare in modo sostanziale l'efficienza energetica (PUE) dei data centers che forniranno sempre più servizi attraverso la rete nel modello che Microsoft definisce Software + Services. Questo impegno è ovviamente essenziale per una società come Microsoft, perché ogni incremento percentuale di efficienza, moltiplicato per il numero elevato di sistemi con il nostro software, determina a livello globale un impatto significativo  e nello stesso tempo accresce la consapevolezza che ridurre l'elettricità utilizzata è un modo per individuare gli sprechi energetici e ridurre così costi distribuiti e spesso non misurati, liberando risorse per altri investimenti. A livello pratico si traduce nell'impegno a contribuire alla riduzione di 54 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2010, lanciato dall'iniziativa Climate Savers Computing Initiative.

Ma Goleman, come accennato, mette in evidenza con efficacia un fattore che ho ritrovato in altri studi di notevole rigore, come il rapporto di GeSi e Climate Group "SMART 2020", realizzato in collaborazione con McKinsey e altre società di ICT (tra cui Microsoft): le tecnologie ICT possono intervenire in molti altri processi aumentandone in modo determinante l'efficienza energetica (riduzione globale del 15% della CO2 equivalente in base al rapporto citato) o offrendo a tutti noi alternative concrete a processi industriali, abitativi e di commercio spesso obsoleti e inadatti alla costante crescita della popolazione mondiale ed alla ineludibile aspirazione a condizioni di vita a cui il mondo occidentale ha associato un'impronta ecologica eccessiva.

Ad esempio Microsoft sta attuando, anche al suo interno, una rivoluzione nel modo di gestire i processi di collaborazione, rendendo disponibili tecnologie per la gestione dei documenti in formato elettronico e la collaborazione sicura, in modalità sincrona ed asincrona, su dispositivi diversi, così da facilitare il telelavoro, ridurre la necessità di viaggi e di uffici, con ricadute che spaziano dal risparmio di fonti energetiche, di carta, di investimenti fissi in immobili ed infrastrutture alla riduzione dell'inquinamento e delle emissioni. Il recente studio del WWF "From Workplace to Anyplace" quantifica ad esempio i benefici potenziali del telelavoro in 3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente.

Questo concetto viene associato sempre più frequentemente con il termine "Green IT 2.0" che ho trovato citato ad esempio nel rapporti di Forrester (ad esempio: "Mapping IT's Green Opportunities - Get Ready For Green IT 2.0" di Christopher Mines) e che semplificandone il significato si traduce ancora una volta nella necessità di affrontare con una visione più ampia dell'ICT la sfida di una potenziale crisi climatica ed ambientale legata a risorse non rinnovabili ed a costi e danni ambientali crescenti, utilizzando la leva dell'innovazione per individuare soluzioni nei campi più disparati. Uno dei tanti esempi possibili, legato all'attualità del successo di FIAT nell'accordo con Chrysler per la capacità di innovazione in ambito mobilità sostenibile è quello di FIAT EcoDrive , realizzato già da tempo sulla piattaforma Blue&Me di Microsoft col supporto del Microsoft Innovation Center di Torino, per aiutare i proprietari di una 500 ed altri modelli a misurare in modo analitico i propri consumi ed avere consigli per adottare stili di guida più ecologici e parsimoniosi. Più recente è il rilascio di un cruscotto aziendale: Microsoft Dynamics AX Environmental Sustainability Dashboard per calcolare l'impronta ambientale di un'impresa in base al modello di indicatori CEPI del Global Reporting Initiative. Questa soluzione, particolarmente indicata alla piccole e medie imprese che costituiscono una delle risorse strategiche del nostro paese, consente di quantificare e misurare nel tempo le variazioni dei propri consumi energetici (diretti e indiretti) e di emissione di CO2 per individuare opportunità di contenimento dei costi e dell'impatto ambientale (altre informazioni sulle iniziative ambientali frutto della collaborazione con WWF e dirette alle pmi sono disponibili su: http://www.microsoft.com/italy/pmi/ambiente/default.mspx). In ambito pubblico una soluzione analoga "Project 2°" è stata recentemente realizzata da Microsoft con ICLEI e Clinton Foundation e resa gratuitamente disponibile alle principali metropoli del mondo.

Concludo con la convinzione che l'impegno globale di Microsoft sulla tematica di sostenibilità ambientale si sta facendo sempre più concreto e misurabile come esemplificato in  numerosi esempi descritti in: http://www.microsoft.com/environment . Microsoft ha inoltre reso pubblica la decisione di ridurre almeno del 30% (per unità di ricavo) il nostro impatto diretto (operation) sull'effetto serra entro il 2012 (rispetto al 2007), dopo una comunicazione diretta del nostro CEO a tutti i dipendenti che integra a pieno titolo la sostenibilità ambientale nella nostra vision (per informazioni vedere: http://microsoftontheissues.com/cs/blogs/mscorp/archive/2009/03/11/reducing-microsoft-s-carbon-footprint.aspx  e http://microsoftontheissues.com/cs/blogs/mscorp/archive/2009/04/21/why-earth-day-matters-to-microsoft.aspx)

Donato Toppeta


Commenti:

Welcome to MClips said:

Come spiega Goleman nel suo libro "Intelligenza Ecologica" le nostre scelte sono spesso limitate dalla

giugno 25, 2009 11.50

Welcome to MClips said:

Come spiega Goleman nel suo libro "Intelligenza Ecologica" le nostre scelte sono spesso limitate dalla

giugno 25, 2009 12.05

Lascia un commento

(Obbligatorio) 

(Obbligatorio) 

(Opzionale)

(Obbligatorio)