Gallery

indir

Protezione online dei bambini: progress report

Il terzo convegno "European Regional Consulting for Child Helplines" è stato aperto il 5 ottobre a Milano con il coordinamento di Telefono Azzurro, che in Italia gestisce una serie di servizi per l'infanzia, fra cui Hot114, con un ruolo importante nel contrasto dei contenuti illegali e potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti. Il convegno, a cui ho avuto l'opportunità di portare il mio contributo, ha testimoniato la maturità del lavoro fatto in Italia e altrove sul tema della protezione dei bambini online e delle alleanze che sono state possibili fra autorità (prima fra tutte la Polizia Postale e delle Comunicazioni), istituzioni, associazioni di volontariato e mondo delle aziende tecnologiche. I rischi alla sicurezza dei bambini sono una delle piaghe della rete e minacciano l'espansione di Internet per il loro carattere sempre mutevole, quindi di una pericolosità secondo alcuni addirittura crescente. Lo scenario di oggi vede più del 50% degli abusi attribuito al chatting mentre un ruolo crescente è coperto dai siti di social networking. Microsoft si è con il lavoro di anni conquistata una posizione di rispetto nel panorama italiano e internazionale sia per l'immissione di tecnologie sempre innovative, sia per il lavoro con il mondo del volontariato e le iniziative nella scuola e nella società. L'offerta Family Safety, attraverso una varietà di tecnologie su piattaforme diverse, costituisce una importante risorsa per le famiglie.

Nonostante i progressi della tecnologia, siamo i primi a sostenere i suoi limiti oggettivi e quanto impegnativo sia il far crescere la consapevolezza, cultura, discussione e confronto sull'utilizzo corretto della rete. Una delle iniziative di più grande impatto quest'anno da parte di Microsoft è stata la mobilitazione di tanti colleghi (molte decine in Italia, diverse centinaia in Europa) che volontariamente sono intervenuti in iniziative di formazione e orientamento nelle scuole e nel parlare ai lettori di molte testate regionali e locali sulle ragioni dei bambini in rete. Sarebbe bello se riuscissimo insieme a inventarci nuovi modalità di comunicazione: applicazioni, servizi sulla rete, contenuti orientati allo sviluppo della cultura e consapevolezza della protezione in rete. Dopo tutto, farsi ascoltare dai bambini e adolescenti, anche per la loro stesssa protezione, non è semplice. Richiede qualche sforzo, tra cui sicuramente la capacità di parlare il loro linguaggio e usare le loro modalità di comunicazione.  Un'area - questa - su cui stiamo certamente ragionando e siamo aperti a suggerimenti e contributi.

Carlo Iantorno



Lascia un commento

(Obbligatorio) 

(Obbligatorio) 

(Opzionale)

(Obbligatorio)