Il 20 Maggio c'è stata la seconda edizione dell'evento Intranet Excellence (http://www.intranet-excellence.com/) dedicato al social networking, dove sono stati presentati in sintesi i risultati dell'osservatorio Enterprise 2.0 del MIP (http://www.osservatori.net/), il caso ATM e la metodologia sviluppata da http://www.amicucciformazione.it/ per il disegno e sviluppo dei social network interni.
L'evento tavola rotonda è stato seguito da 60 persone online con il sistema live meeting di Microsoft e meno di 10 persone erano in sala. Al contrario il 27 Novembre lo stesso tipo di evento aveva attratto 80 persone in sala e solo 10 online. Ovviamente quello del 20 Maggio è stato promosso come tavola rotonda online e si è svolto intorno alla pausa pranzo per creare meno impatto possibile delle persone. I feedback sono stati molto positivi inoltre la condivisione delle esperienze e le domande dal pubblico davvero stimolanti.
Il tema è più che mai caldo e la discussione è la stessa di sempre, relativa all'accettazione e partecipazione delle persone alle attività social con strumenti adeguati internamente alle organizzazioni, dove la tendenza a condividere è spesso minacciata dal desiderio di mantenere per se le informazioni che potrebbero aiutare altre persone a lavorare meglio, al fine di emergere.
Lo stesso tema è stato dibattuto ampiamente in un'altra tavola rotonda tenutasi a Milano il 18 Maggio con ZEROUNO e trenta rappresentati di altrettante imprese piccole e medie. Anche in quella occasione è emerso che è l'oppressione dell'organizzazione all'interno dell'ambiente di lavoro che non favorisce dinamiche di socializzazione. Io penso che ci sia un legame tra un ambiente di lavoro produttivo e collaborativo, un'azienda di successo, la capacità di attrarre talenti e la predisposizione di strumenti di socializzazione anche virtuale che le persone usano in azienda come al di fuori di essa.
Oggi al sito http://www.greatplacetowork.it/best/list-it.htm si possono trovare i nomi delle aziende dove si lavora meglio in Italia. Microsoft e Cisco sono sempre tra le prime 3 e sono le aziende che hanno i migliori strumenti di collaborazione e comunicazione, ma anche organizzazioni che favoriscono un clima collaborativo. In aziende di questo tipo è più facile che abbiano successo progetti di social computing che in altre organizzazioni, ma in altre realtà servirebbero progetti di cambiamento importanti per recuperare vantaggi competitivi.
Come emerge alla fine nelle tavole rotonde della scorsa settimana, l'investimento in comunicazione e collaborazione ha un ritorno sempre molto alto, ancora di più se si adottano processi social, è solamente una questione di offrire alle persone strumenti semplici e collegati al lavoro che fanno in modo che ne traggano immediatamente vantaggi nella riduzione di operatività e maggiore soddisfazione nel raggiungimento dei propri risultati lavorativi.
E' proprio il tema che ho portato anche al FORUM P.A. dove lo scetticismo verso il tempo speso dalle persone sui social network al lavoro è molto alto e la tendenza a bloccare questi strumenti altrettanto. In sintesi ho semplicemente fatto notare che le persone comunicano e fanno pause dal lavoro anche senza strumenti di social computing, ma con questi ultimi riescono ad essere più produttivi utilizzandoli anche per scambiare informazioni di lavoro velocemente senza ad esempio, spostarsi e per riunioni continuamente. Trovate la mia intervista qui e qui.
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