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Provo a spiegarvi il Social Computing 6 di 10 – focus su Banche

Colgo l’occasione della presentazione dell’Osservatorio Abilab al MIP del Politecnico di Milano del 22 giugno a cui ho partecipato come speaker con una presentazione sull’evoluzione della Collaboration verso il Social Computing, per riflettere con voi sulla discussione che è emersa in quella sede su questi temi.

Premetto che alla riunione hanno partecipato rappresentanti di diversi gruppi bancari Italiani, e la discussione è stata molto animata ed interessante e alla fine se vogliamo fare la sintesi quello che è emerso rappresenta anche quello che appare da questa classifica della presenza delle banche mondiali su Facebook.

Dalla ricerca del Sole 24 Ore appare evidente come le banche italiane non credano molto al social computing, al digital social marketing etc… tant’è che anche durante il dibatto in Abilab, non solo molte banche presenti hanno ammesso che non tutti in azienda hanno l’accesso a Facebook, ma hanno evidenziato che alcune banche addirittura stanno vietando Internet a categorie di dipendenti, considerandolo uno strumento che distrae dal lavoro quotidiano.

Noi sappiamo che altre invece stanno investendo sul Social Network, sia all’esterno come canale di Marketing, che come strumento di collaborazione interno, quindi anche per questo settore avviene quello che sta succedendo per tutti i settori da parte delle aziende più attente all’innovazione: prove di utilizzo delle nuove metodologie e tecnologie per fare collaborazione all’interno delle organizzazioni e anche come marketing e comunicazione esterna per acquisire nuova clientela.

Alla fine le riflessioni sono state, in sintesi:

  1. Il social Networking con Internet è un fenomeno ne passeggero, ne giovanile. Cambierà per sempre il modo di comunicare e collaborare. Gli utilizzatori di Facebook in Italia nella fascia di età 19-24 sono poco superiori a quelli nella fascia 36-45 e comunque superiori a tutte le altre fasce di età. Quindi le aziende capiranno che lì ci sono i loro clienti.
  2. Le persone che partecipano al social network, nell’ambito dello stesso, hanno più predisposizione a fornire informazioni che permette di caratterizzare le loro scelte di acquisto, e nelle organizzazioni sono più predisposte a collaborare e fornire informazioni ai colleghi.
  3. Gli strumenti di Social Collaboration all’interno delle organizzazioni non sono altro rispetto agli strumenti di collaborazione evoluti, ma integrano in un unico ambiente famigliare tutte le funzionalità necessarie per collaborare in modo efficace compresi la Unified Communication, la Business Intelligence ed il Search.
  4. I benefici nell’ambito della produttività e nella riduzione dei costi delle soluzioni collaborative sono ormai conosciuti e l’aumento della velocità dei processi è facilmente intuibile quindi le aziende che vogliono investire nella produttività del business devono considerare anche strumenti di Social Computing.

In sintesi, non è più una novità per alcune aziende utilizzare strumenti di collaborazione evoluti, ed in particolare per coloro che hanno SharePoint 2010 tutte le funzionalità sono già presenti nel prodotto standard, quindi le barriere sono esclusivamente culturali ed organizzative e non tecnologiche come ha evidenziato ad ABILAB il prof. Mariano Corso del MIP e si spera che per recuperare spazi di produttività persi rispetto ai competitor internazionali molte aziende italiane evolvano la loro organizzazione ed i processi con maggiore attenzione alle nuove tecnologie collaborative di cui le loro persone fanno ampiamente uso a casa.

QUI trovate la presentazione che ho fatto all’evento.

Silvio



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