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Ricerca: i primi 5 anni del CoSBi

Ieri è stato celebrato a Trento il quinto anniversario del CoSBi, il Centro congiunto Microsoft Research-Università di Trento sulla Computational and Systems Biology” (www.cosbi.eu). È stato un momento speciale, un’occasione per fare un bilancio delle cose costruite insieme, ma anche per guardare al futuro e a dove andrà questo lab che è una perla nel panorama della ricerca in Italia e in Europa.

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Passato e presente. L’annuncio ufficiale del Centro era stato fatto il 2 febbraio del 2005 alla presenza tra gli altri, degli allora ministri all’innovazione e all’istruzione, del presidente della provincia autonoma di Trento, Umberto Paolucci e dello stesso Bill Gates. Oggi, come allora, il presidente del Centro è il dinamico Corrado Priami. A sostegno del Centro c’è stato il supporto importante del rettore dell’Università di Trento Davide Bassi, dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai e dal già assessore provinciale alla ricerca e innovazione e ora presidente dell’innovation hub “Manifattura domani”, Gianluca Salvatori.

Al momento la struttura si avvale di un team di una trentina di ricercatori e dottorandi oltre a una decina di persone nello staff amministrativo e di supporto. Tra i risultati scientifici, da segnalare le decine di technical reports, centinaia di pubblicazioni scientifiche, gli 8 prototipi software, oltre a un impressionante numero di seminari ed eventi scientifici tenuti in loco.

Convergenza scientifica. Forte della sua visione di volere stimolare la crescita di un gruppo di scienziati e tecnologi concentrati su problematiche destinate a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, il Centro ha puntato strategicamente sulla definizione di nuovi strumenti computazionali concettuali e qualitativi in grado di integrare esperimenti reali con ricerca basata sulla simulazione, con l’obiettivo di sviluppare una nuova filosofia della computer science ispirata dalle scienze della vita. Sta quindi giocando un ruolo importante nel lavoro sulla convergenza fra biologia e informatica, che nella visione del Centro si sviluppa ora sulle “astrazioni dei sistemi viventi, in modo da catturare la loro intrinseca concorrenza, causalità e natura probabilistica e tradurle in rappresentazioni algoritmiche che possono essere eseguite, analizzate e simulate da un calcolatore”.

Novità positiva in Italia. Il Centro di Trento è una realtà fresca e innovativa nello scenario di ricerca italiano e anche europeo, si inserisce nel cammino tracciato da Lisbona nel 2000 e riproposto con enfasi nella nuova strategia Europa 2020. Il sistema nazionale di ricerca pubblico ha ancora una bassa propensione all’applicazione dei risultati della ricerca, con pochi brevetti e poche collaborazioni con imprese sia italiane che straniere. Gli investimenti nazionali in ricerca sono aumentati nell’ultimo decennio, ma di una frazione di punto percentuale. Questa esperienza è quindi preziosa, è un best case nel laboratorio della collaborazione fra pubblico e privato. Il CoSBi spicca in prestigio sia all’interno del mondo della ricerca Microsoft che all’esterno, ed è uno dei pochi che sta provando il valore della complementarietà tra conoscenze, esperienze e competenze di domini scientifici diversi, quali quelli biologico e informatico.

Ricadute industriali. Il CoSBi sta ora lavorando sull’ambizioso progetto di portare sul mercato gli sviluppi scientifici, industrializzando i prototipi di laboratorio, aprendo in prospettiva partenariati con aziende in settori affini, quali ad esempio quello farmaceutico e quello alimentare. Le ricadute possibili sul tessuto industriale del territorio locale e del Paese si pensa siano importanti.

Open innovation. La grande rete di collaborazione che ha costruito in questi anni il CoSBi ha mostrato il valore di una conoscenza che non è segnata dalla chiusura e dalla ritenzione della proprietà intellettuale per fini privatistici, ma dall’applicazione piena dei principi di “open innovation”, dove la forza è il mettere insieme conoscenze interne ed esterne e discuterne apertamente i risultati nella comunità scientifica.

Un sogno che prende forma. Il sogno di Microsoft e dei fondatori del Centro di 5 anni fa di indirizzare l’area di convergenza fra informatica e biologia e contribuire in tal modo alla creazione di tecnologie in grado un giorno di migliorare sostanzialmente la qualità della vita e dell’ambiente, sta ora prendendo forma con questo Centro che è esempio di eccellenza a livello internazionale, come prova il riconoscimento ricevuto di recente dal Presidente della Repubblica.

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Carlo Iantorno



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